PRIMO APPUNTAMENTO. ISTRUZIONI PER L’USO

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Qualche giorno fa ero a cena con un mio carissimo amico. Si parlava del più e del meno, le solite cose: salute, lavoro e amore. Ad un certo punto della serata ha cominciato a raccontarmi un fatto accaduto ad una sua collega. Per prima cosa, la descrizione della ragazza in questione era stata impietosa: “Non è proprio una bellezza… ma questo non sarebbe nulla se almeno fosse simpatica, invece è anche arrogante e superba… odiosa!” …massacrata nel giro di un minuto.

Comunque, questa ragazza era andata dal mio amico per chiedergli un consiglio: si era innamorata di un loro collega e voleva invitarlo ad uscire. Risposta del mio amico: “Ma certo! Invitalo a prendere un aperitivo, poi gli infili la lingua in bocca ed è fatta!”. Io lo stavo guardando esterrefatta… Ma che razza di consiglio è? Come si può dire ad una donna di essere così spudoratamente sfacciata? Alle mie vivaci proteste su quanto fosse sbagliata questa strategia, seguivano le sue ragioni, sempre più convinte, della grandiosità di un approccio da tigre al primo appuntamento.

Dopo una ventina di minuti passati a discutere su quanto l’iniziativa precoce da parte della donna sia da considerarsi un azzardo (o quanto meno si cercava di capire qual è il labile confine fra un’ intraprendente e una poco di buono), il mio amico ha finito di raccontarmi gli sviluppi della storia. Dunque, la ragazza aveva invitato effettivamente il suo collega a prendere un aperitivo e lui (sorpresa sorpresa) aveva accettato. Fin qui il mio amico ci aveva preso. Subito dopo, però, è successo l’irrimediabile: la ragazza, in preda a non so quale slancio emotivo, ha cominciato a tirare in ballo i sentimenti. Gli ha detto che non lo vedeva più come un amico, che avrebbe voluto un rapporto diverso, ecc. ecc. Per tutta risposta il povero collega non solo le ha rifilato un clamoroso NO a caratteri cubitali, ma ha aggravato la situazione aggiungendo scuse tipo: “Guarda, al momento sto pensando solamente al lavoro, preferisco stare solo per fare ordine nella mia testa e [ghigliottina che scende]… sto vivendo un periodo di aridità affettiva… mi spiace!”.

Che sonoro, gigantesco, mastodontico, pachidermico due di picche‼

Insomma, la poverina ha perso qualsiasi possibilità di far breccia nel cuore del suo desiderato collega per un discorso sbagliato, per un approccio totalmente da evitare. Devo confessare che mi ha fatto un po’ di tenerezza e alla fine mi sono trovata a pensare che sarebbe bello avere un manuale con le istruzioni per l’uso per i primi appuntamenti. Ogni volta che ci piace qualcuno, non sappiamo più come comportarci, perdiamo ogni capacità di raziocinio. Ma c’è una lista di errori da evitare assolutamente! Appuntatela da qualche parte e andate a guardarla ogni volta che ne avete bisogno:

  • Mai, e dico mai, fare le sdolcinate e le sentimentali al primo appuntamento. Se non volete che il vostro uomo scappi a gambe levate come se fosse il figlio di Flash.
  • Non infilategli la lingua in bocca (quindi non date retta al mio amico!), a meno che non ve l’abbia chiesto lui espressamente. Se non volete ritrovarvi a boccheggiare come un pesce, da sole in mezzo ad una strada, mentre di lui non è rimasta neanche l’ombra.
  • Cercate il contatto fisico, sfiorategli distrattamente una mano o una gamba, ma guai a fare le panterone.
  • Niente occhi languidi e niente ammiccamenti! Di fronte alla spudoratezza vince 10 a 1 un’innocente malizia.
  • Parlate di tutto, tranne di come sarebbe bello stare per sempre insieme, o peggio, della casa che comprerete e dei bambini che avrete!
  • Vi ho detto di parlare, ma ogni tanto state zitte! Lasciate parlare anche lui, anzi siate interessate a tutto quello che vi racconta (e immagazzinate nel vostro personale hard disk da 1000 GB per eventuali futuri ricatti!).
  • Siate voi stesse… ma se siete delle pazze, nevrotiche, isteriche e psicopatiche, allora è meglio se fate finta di essere qualcun’altra! Avranno tempo i poveri maschietti per accorgersi di tutti i nostri difetti.
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